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Come leggere i risultati del test di attaccamento: punto per punto

Il tuo risultato è fatto di più livelli: un punto sulla mappa a due assi, punteggi e percentili, l’intensità dello stile, la mappa delle relazioni e, a volte, una nota sulle tue risposte. Qui trovi cosa significa ogni numero e ogni etichetta, e da dove conviene cominciare a leggere.

Testo: la redazione di ECRtest · Aggiornato il 6 ottobre 2026 · 11 minuti di lettura

In breve

  • Il nome dello stile indica in quale delle quattro zone della mappa è caduto il tuo punto.
  • Il percentile ti confronta con un ampio campione: non è una percentuale di stile.
  • Più il punto è lontano dalle linee della mappa, più lo stile è pronunciato.
  • Una nota sulle risposte non annulla il risultato: chiede di leggerlo con un po’ più di attenzione.

La mappa a due assi: dove si trova il tuo punto

L’immagine principale del risultato è una mappa costruita sulle due scale della ECR-R (Fraley et al., 2000). L’asse orizzontale è l’evitamento della vicinanza, quello verticale l’ansia da attaccamento. Più il punto sta a destra, più tendi ad aver bisogno di distanza; più sta in alto, più è forte la paura che una persona cara si allontani.

Due linee attraversano la mappa all’altezza dei punteggi medi di un ampio campione e la dividono in quattro zone: lo stile sicuro in basso a sinistra, quello ansioso in alto a sinistra, quello evitante in basso a destra e quello evitante timoroso in alto a destra.

Il nome dello stile dice soltanto in quale zona è finito il punto, ma conta altrettanto dove si trova al suo interno. Un punto proprio accanto all’incrocio e uno nell’angolo più lontano ricevono lo stesso nome, eppure raccontano esperienze molto diverse. Per questo guarda prima a che distanza dalle linee si trova il punto, e solo dopo leggi la descrizione. Le stesse coordinate compaiono in cifre sotto la mappa, nel riquadro «I tuoi punteggi in numeri», che si apre con un clic.

Punteggio e percentile: due numeri diversi

Per ogni asse ci sono due numeri. Il primo è il punteggio: la media delle tue risposte alle 18 affermazioni di quell’asse, sulla stessa scala da 1 a 7 che hai usato per rispondere. I punteggi di ansia ed evitamento, da soli, dicono poco. Un evitamento pari a 3 sembra basso, perché sta sotto il centro della scala, eppure è quasi esattamente nella media: circa metà delle persone ottiene meno.

Il secondo numero, il percentile, risponde a un’altra domanda: quante persone del campione hanno ottenuto un punteggio inferiore al tuo. La scritta «l’80% delle persone ha un punteggio più basso» vuol dire che, su cento partecipanti, ottanta stanno sotto di te. Il percentile non è la percentuale di uno stile. Alcuni quiz ripartiscono il risultato in percentuali, tanto per uno stile e tanto per un altro, ma nella ECR-R queste quote non esistono: ci sono solo due scale separate e la tua posizione su ciascuna.

Accanto al percentile trovi anche il livello: sotto il 30° percentile compare «livello basso», sopra il 70° «livello alto», e nel mezzo «nella media». Servono a leggere il risultato con più facilità, non a tracciare confini tra tipi diversi di persone. Due persone appena sopra e appena sotto il 70° percentile quasi non si distinguono.

Il termine di confronto è il campione online di Fraley, raccolto nei primi anni Duemila, con 17.000 partecipanti o più. Da dove vengono queste norme, e perché vanno prese con un po’ di cautela, lo racconta la nostra guida al questionario ECR-R. Se hai indicato l’età, una seconda riga ti confronta con chi ha i tuoi anni. Di solito si discosta dalla prima di pochi punti, perché in questo campione i punteggi medi cambiano poco con l’età. Lo stile invece si calcola sempre sull’intero campione, senza correzioni per l’età.

Intensità dello stile e risultati di confine

L’etichetta sotto il nome dello stile mostra quanto il tuo punto si addentra nella sua zona. Si basa sulla distanza dalla linea più vicina, misurata in deviazioni standard del campione. Con meno di 0,25 deviazioni standard compare «Al confine», da 0,25 a 0,6 «Lieve», da 0,6 a 1,1 «Netto» e oltre «Marcato».

L’intensità non è un voto. Uno stile sicuro marcato non fa di nessuno un partner modello, e uno stile ansioso marcato non significa che le cose vadano male. Misura soltanto quanto il tuo schema si discosta da quelli vicini. Con uno stile lieve ti saranno familiari anche i tratti dello stile accanto, e in un periodo difficile il punto può oltrepassare la linea.

Un risultato di confine si riconosce così: accanto al nome dello stile ne compare un secondo, e sulla mappa il punto cade dentro la zona di confine punteggiata. Se tutti e due i punteggi sono vicini alle linee, il punto sta quasi al centro della mappa, a due passi da più stili. Perché la linea passa proprio lì, e quanto spesso capita, lo spiega la panoramica dei quattro stili. Per il tuo risultato, però, aiuta di più un’altra cosa: leggi tutte e due le descrizioni vicine e sottolinea le frasi in cui ti riconosci.

AnsiosoEvitantetimorosoSicuroEvitante

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Una nota sulle tue risposte

A volte sopra il risultato compare una nota sulla qualità delle risposte. Non è un rimprovero: il test ha solo notato nelle risposte uno schema che può rendere i punteggi meno precisi. Il controllo riguarda soltanto le 36 risposte della prima parte, e il risultato compare comunque per intero.

  1. La stessa risposta di fila. Almeno 12 affermazioni consecutive con la stessa risposta. Capita quando si risponde col pilota automatico.

  2. Molte risposte centrali. Metà delle risposte, o più, è un 4, cioè il centro della scala. Può essere un’incertezza sincera, ma anche stanchezza.

  3. Risposte che si contraddicono. Affermazioni sull’evitamento di significato opposto hanno ricevuto risposte simili, oppure affermazioni quasi identiche ne hanno ricevute di molto diverse. Basta una delle due cose. Di solito vuol dire che alcune frasi sono state capite in un senso diverso da quello inteso.

  4. Troppo in fretta. In media meno di 2 secondi per affermazione: a malapena il tempo di arrivare in fondo alla frase.

Se nella descrizione ti riconosci, puoi fidarti del risultato, tenendo presente la nota. Se hai risposto di corsa o con la testa altrove, rifai il test in un momento più tranquillo e confronta i due risultati.

La mappa delle relazioni: madre, padre, amicizia e partner

La seconda parte del test riguarda persone precise, e una mappa a parte dà a ogni relazione il suo punto: le relazioni strette nel loro insieme, tua madre, tuo padre, l’amicizia più stretta e la relazione di coppia. Se hai saltato un blocco, al suo posto trovi un avviso, e gli altri punti non cambiano.

Su questa mappa conta soprattutto con che cosa viene confrontato ciascun punto. Non con il risultato principale né con le altre relazioni, ma con ciò che è tipico per quel genere di legame (Fraley et al., 2015). E ciò che è tipico cambia da un legame all’altro: in media con il padre si tiene più distanza che con chiunque altro tra le persone vicine, e con l’amicizia più stretta se ne tiene meno. Così lo stesso punteggio di evitamento può risultare «nella media» per tuo padre e «sopra la media» per la tua amicizia più stretta.

Le etichette «sotto la media», «nella media» e «sopra la media» usano le stesse soglie dei livelli degli assi, il 30° e il 70° percentile. Il punto «Partner» è stimato dalle tue risposte della prima parte, perché il test non ha un blocco a parte sulla coppia: consideralo un’approssimazione. Le differenze tra una relazione e l’altra sono normali, perché l’attaccamento dipende in parte da ogni singolo legame (Fraley et al., 2011). Spesso il punto più eloquente è quello che si stacca dagli altri.

Perché un altro test ti ha dato uno stile diverso

Quando due test non concordano, di solito il motivo sta nel modo in cui sono costruiti, non nel fatto che uno dei due si sia sbagliato su di te. Queste sono le cause più frequenti.

  • La scelta tra descrizioni già pronte. Nei primi studi si sceglieva uno di tre brevi paragrafi (Hazan & Shaver, 1987), e oltre metà dei partecipanti indicava quello sicuro. Se invece si dividono due scale, le proporzioni cambiano: su questo sito nella zona sicura finisce circa il 32% di chi fa il test.
  • Una soglia diversa. Alcuni test tagliano ogni scala esattamente a metà, sul 4. Nelle norme di Fraley l’evitamento medio è di circa 2,92, quindi un evitamento di 3,5 finisce sopra la nostra linea ma sotto una soglia fissata al centro della scala.
  • Versioni brevi e domande non validate. In un questionario da 12 affermazioni ogni risposta pesa il triplo rispetto alla versione completa da 36, e domande mai verificate su grandi campioni possono misurare tutt’altro.
  • Un momento diverso. Le risposte sulla vicinanza dipendono da ciò che stai vivendo: un nuovo amore, un litigio o una rottura possono spostarle. Conta anche a quale relazione pensavi mentre rispondevi.

Per un confronto più corretto guarda la posizione sugli assi, non i nomi degli stili. Ansia ed evitamento stanno alla base della maggior parte dei questionari sull’attaccamento adulto (Brennan et al., 1998), quindi il loro significato resta lo stesso da un test all’altro.

Quando rifare il test e come confrontare i risultati

A distanza di qualche settimana il risultato di solito è quasi identico: su periodi brevi le scale della ECR-R sono stabili, e i dati sulla stabilità sono nella pagina dedicata al metodo. Piccoli spostamenti, però, sono normali. Una variazione di qualche decimo di punto, o di qualche percentile vicino al centro, può capitare anche quando nella vita non è cambiato nulla.

Ha senso rifare il test dopo qualche mese o dopo un cambiamento vero: una nuova relazione, una separazione, un lungo periodo di psicoterapia. Rispondi con la stessa sincerità della prima volta e pensa alla stessa relazione, altrimenti il confronto dirà poco. I risultati precedenti restano visibili sullo stesso dispositivo, e quelli salvati nel tuo account non spariscono se cambi browser.

Quando confronti, guarda la direzione: il punto si è avvicinato al centro della mappa o se n’è allontanato, l’ansia è salita o scesa? Che cosa favorisce questi spostamenti, e quanto tempo richiedono di solito, lo trovi nell’articolo su come si può cambiare stile di attaccamento.

Cosa il risultato non ti dice

Il risultato descrive come vivi le relazioni strette in questo momento, sulla base delle tue risposte. Non è una diagnosi. Uno stile di attaccamento non è una malattia né un disturbo, e un test online non sostituisce un colloquio con un professionista.

Non dice di chi è la colpa quando una coppia è in difficoltà, e non prevede se una relazione durerà. Non può dirti nemmeno lo stile di chi ti sta accanto: per quello servono le risposte dell’altra persona. E nessuno stile rende una persona peggiore di un’altra. Ogni stile ha i suoi punti di forza, e il risultato li elenca proprio accanto alle difficoltà.

In una discussione, poi, il risultato è un pessimo argomento. «Sei evitante» raramente aiuta due persone a chiarirsi; parlare di ciò che provi di solito funziona meglio. Quando in un rapporto compaiono umiliazioni, minacce o violenza di qualunque tipo, gli stili di attaccamento passano in secondo piano: prima di tutto viene la tua sicurezza.

Domande sul risultato

  1. Posso portare il mio risultato in terapia?
    Sì, e può essere un buon modo per avviare il discorso. Puoi mandare il link al risultato o salvarlo in PDF: contiene i punteggi, i percentili e la mappa delle relazioni. Non tutti gli approcci terapeutici partono dalla teoria dell’attaccamento, ma i due assi restano comprensibili anche per altre scuole. Ricorda soltanto che il test riflette come vedi le tue relazioni e non fa diagnosi.
  2. E se il risultato mi ha fatto stare male?
    Concediti un po’ di tempo e non prendere il risultato come un giudizio sulla tua persona. Uno stile descrive abitudini nate dall’esperienza, e le abitudini possono cambiare. Rileggi i punti di forza del tuo stile. Se adesso ti pesa tutto o l’ansia è forte, parlane con qualcuno di cui ti fidi o con un professionista della salute mentale.
  3. Da dove viene il punto «Partner», se nel test non c’è una parte sulla coppia?
    Dalla prima parte del test. Quasi tutte le affermazioni della ECR-RS sulla coppia ripetono frasi della ECR-R: prendiamo le tue risposte a quelle frasi e le confrontiamo con le norme per la relazione di coppia. È un’approssimazione, non una misura diretta. Se hai risposto pensando a una relazione passata, il punto descrive quella.
  4. Perché il punto «Relazioni strette in generale» non coincide con il mio stile principale?
    Perché rispondono a domande diverse. Lo stile principale nasce dalle affermazioni sulle relazioni sentimentali, mentre il blocco generale riguarda tutte insieme le persone che contano per te e ha norme proprie. Uno scarto di solito significa che in amore vivi la vicinanza in modo diverso rispetto al resto della tua vita, e succede spesso.

Fonti

Fai il test e leggi la tua mappa con questa guida sotto mano.

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